
Inizio da dove ha finito Donata, una amica blogger, nonchè punta di diamante dell'associazione Botteghe del mondo, nel suo post in cui ha parlato di "Lascio l'auto a piedi 2011":
Termino con un racconto di un’amica: un suo conoscente tanzaniano, rientrato in patria, aspetta, alla fermata dell’autobus di una strada, nel bush, l’arrivo del mezzo che lo avrebbe riportato in città, quando si vede avvicinare da un distinto Masai. I due scambiano i convenevoli d’obbligo e cominciano a chiacchierare. Arriva il bus e l’amico chiede al Masai se per caso vadano verso la stessa città, così da poter continuare la conversazione sul bus. Certo, hanno la medesima destinazione, ma il Masai lo informa che lui ha intenzione di proseguire a piedi. “A piedi..? – lo apostrofa sbigottito l’amico – ma sono parecchi chilometri, quando pensi di arrivare facendo tutta la strada a piedi?” e il Masai: “Non importa quanto ci metterò, l’importante è che ci stia andando.
Non importa quanto ci metterete, domani, ad andare verso la meta, fatelo camminando lentamente. Buona giornata senza auto, dell'auto parcheggiata in garage, slow foot e quant'altro, a tutti voi.
Un grazie a tutta l'Assobotteghe, al blog di Beppe Grillo, al blog Deamaltea, a Blogeko, a Sauro Ciantini per il bellissimo manifesto e a tutti coloro che a mia insaputa hanno pubblicizzato l'iniziativa, e, ovviamente, a tutti coloro che domani saranno dei nostri.
Me ne vado fischiettando con Betto il primo ed unico inno di Lascio l'auto a piedi.
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Pensate un po'.
Ma non solo. Saranno sempre tre donne - Francesca Vitale, Antonella Lai e Caterina Interlandi - a giudicare Berlusconi nel processo Mills.












